Il Vesuvio prepara una nuova eruzione: l’allarme dei vulcanologi: BUFALA e DISINFORMAZIONE.

E’ da un pò di tempo che mi capitano sottomano articoli palesemente antiscientifici, che travisano completamente informazioni derivanti da articoli scientifici o che, peggio, le re-inventano di sana pianta in nome del sensazionalismo, principalmente per ottenere clic facili sui propri siti e monetizzare. Normalmente le lascio passare e non le condivido nè ne parlo per non regalare loro altri clic, ma stavolta mi sono proprio scocciato.

In un paese come l’Italia in cui la corretta informazione scientifica viene fatta male in TV e fatica ad emergere sul web, proliferano pagine come Fanpage.it, che spacciano bufale antiscientifiche o fanno della disinformazione. La disinformazione è condividere una notizia scientifica travisandone completamente il contenuto o modificandone i toni per ottenere una reazione nel lettore (il più delle volte paura o indignazione, in modo tale da ottenere facili condivisioni). E’ il caso della notizia che vi illustro oggi:

sensazionalismo

Non so nemmeno da dove iniziare per non piangere; intanto vi riporto l’articolo che hanno scritto senza linkarglielo per non regalare loro altre visualizzazioni.

“Una sacca magmatica che riposa all’interno di in una caldera a una profondità di 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei potrebbe riaffiorare in superficie scatenando una nuova eruzione. È la scoperta dei vulcanologi Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, divulgata in un articolo della rivista scientifica Nature.

Il gigante potrebbe tornare a esplodere. Secondo un recente articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature, a firma dei vulcanologi Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, il vulcano partenopeo starebbe scaldando nel suo ventre una sacca magmatica pronta a riemergere. Gli esperti parlano infatti di un bacino di magma profonda 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei, all’interno di una caldera. L’esito della risalita del materiale vulcanico sarebbe una nuova distruttiva eruzione.

A supporto della teoria c’è anche il sollevamento della superficie nell’area dei Campi Flegrei, avvenuto tra il 2000 e il 2012 per effetto di un bradisismo. Il fenomeno ha causato, secondo gli scienziati, un innalzamento del suolo di circa 30 centimetri nell’area flegrea. Il bradisismo è stato generato proprio dalla formazione di un lago di magma del raggio di circa 3 chilometri. L’area dei Campi Flegrei e quella del Vesuvio sono considerate dagli esperti le più pericolose al mondo. Per questo la Protezione civile e la regione stanno lavorando a un piano di emergenza che consenta di evacuare in maniera celere ed efficace la popolazione della cosiddetta zona rossa, ovvero quella direttamente interessata dalla colata lavica. L’ultima eruzione del Vesuvio risale al marzo 1944, circa 71 anni fa.”

Inutile dire che la mia reazione è stata spontanea:

basta

ma, andiamo con ordine, prima di tutto vi re-indirizzo all’articolo scientfico originale in modo che tutti voi abbiate a disposizione le informazioni di prima mano. L’articolo si intitola “Rapid differentiation in a sill-like magma reservoir: a case study from the Campi Flegrei Caldera”, e si può visualizzare a questo link.Tradotto letteralmente il titolo vorrebbe semplicemente dire “Rapida differenziazione all’interno di un sill: un caso studio dalla caldera dei campi Flegrei”. Se uno ha a disposizione l’articolo (che tra l’altro è pubblicato su Nature, rivista prestigiosa!) può già leggere nel riassunto iniziale:

 “Recentemente indagini geofisiche hanno riconosciuto importanti serbatoi magmatici al di sotto di caldere quiescenti. Ad ogni modo il riconoscimento di materiale fuso all’interno della crosta non è sufficiente per vincolarne la capacità di rifornire super-eruzioni, che dipende strettamente da proprietà chimico-fisiche del magma […]. In questo studio, utilizzando il record geochimico, isotopico e tessiturale dei prodotti magmatici della caldera dei Campi Flegrei, dimostriamo che i magmi alcalini si sono evoluti verso un comportamento esplosivo in un intervallo di tempo minore rispetto ad altri sistemi vulcanici e che questi magmi sono saliti rapidamente verso la superficie. Per di più simili risultati sono noti anche dall’analisi dei prodotti del Vesuvio. Questo fatto è consistente con l’ipotesi di un unico serbatoio profondo di magma che alimenti sia il Vesuvio che i campi Flegrei sotto l’area metropolitana di Napoli”.

I toni mi sembrano un tantinello più bassi di quelli dell’articolo di scienze fanpage e… un momento? Ma scienze fanpage parla del Vesuvio e invece l’articolo parla dei Campi Flegrei, ma che succede??
Succede che il Vesuvio è più famoso dei campi Flegrei, così come le sue eruzioni storiche, e quindi il solo fatto di cambiare il nome del vulcano regala un sacco di clic in più.
Come se non bastasse, l’articolo è uno studio geochimico-petrografico: questi studi non danno certo indicazioni su quando erutterà un vulcano, ma offrono sono un modello per capire come funziona, ma questo scienze fanpage non lo sa.

Continuiamo, “il vulcano partenopeo starebbe scaldando nel suo ventre una sacca magmatica pronta a riemergere. Gli esperti parlano infatti di un bacino di magma profonda 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei, all’interno di una caldera” ASSOLUTAMENTE NO! I due ricercatori hanno interpretato somiglianze petrografiche tra i magmi del Vesuvio e quelli dei Campi Flegrei, supponendo l’esistenza di un bacino comune di stoccaggio profondo dal magma da cui poi partono gli imput magmatici diretti verso i due vulcani. Ma questa è una interpretazione!!

“A supporto della teoria c’è anche il sollevamento della superficie nell’area dei Campi Flegrei, avvenuto tra il 2000 e il 2012 per effetto di un bradisismo. Il fenomeno ha causato, secondo gli scienziati, un innalzamento del suolo di circa 30 centimetri nell’area flegrea. Il bradisismo è stato generato proprio dalla formazione di un lago di magma del raggio di circa 3 chilometri.” NO NO NO!

Non c’è nessuna teoria! Adesso stanno mischiando il lavoro di  Pappalardo & Mastrolorenzo (2012) con quello di d’Auria et al del 2015, il quale invece fornisce dei dati geofisici sui fenomeni di bradisismo dei Campi Flegrei, e che comunque NON PARLA DI ERUZIONI IMMINENTI! In quest’ultimo lavoro infatti viene legato il bradisismo all’intrusione di un nuovo sill, comunque di volume molto modesto (0.0042 ± 0.0002 km3) che chiunque si intenda un minimo di vulcanologia sa che questo ha si delle implicazioni per capire il rischio vulcanico, ma NON SIGNIFICA ERUZIONE IMMINENTE!

Ma a Scienze Fanpage non importa di fare corretta informazione, importa solo di monetizzare.
Inoltre, avete notato che l’articolo è del 2012 ma la notizia esce fuori solo adesso in formato allarmistico nel 2015???

Voi mi direte a questo punto “Eh vabbè, ma scienze fanpage non è mica un giornale importante… e non lo leggono troppe persone” Forse no (ha comunque 500mila fan), ma ci sono cascati o hanno fatto finta di cascarci tutti:

Il messaggero:

messaggero

Il giornale:

il giornale

E innumerevoli siti spacciabufale, che propongono anche delle varianti più elaboratamente catastrofiche:

sussidiario

E ce ne sono tantissimi altri che non ho voglia di riportare.
Non mi soffermo neanche sui commenti, questi si che fanno venire voglia di piangere:

mi viene da piangere2

E per di più mancano gli accenti sulle “e” perciò penso che non potrà capire nessuna risposta…
Per non parlare dei “vulcanologici”!

Quest’ultimo è un invito rivolto a tutti voi che seguite questa pagina: combattete le bufale. Evitate che si diffondano. La scienza non deve mai diventare un parlottio antiscientifico diffuso in questo modo. E’ grazie alle bufale se oggi, nel 2015, si stanno diffondendo teorie del complotto e movimenti anti-scienza in tutto il mondo. E’ ora di dire BASTA.

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6 pensieri su “Il Vesuvio prepara una nuova eruzione: l’allarme dei vulcanologi: BUFALA e DISINFORMAZIONE.

  1. Innanzitutto condivido il post. Secondo punto: mia madre mi avvisava di questa ‘notizia’ proprio ieri sera (stava navigando su FB). Pur non essendo esperto della materia, sapevo del fenomeno del bradisismo. Per me, quindi, nessun allarme, anche perché mi pare che il vulcano sia tenuto sotto stretta sorveglianza. Però per mia mamma la notizia è stata oserei dire traumatica.
    Mi rendo conto che il fenomeno della disinformazione sta assumendo connotati e dimensioni allarmanti. Il sistema delle condivisioni, inoltre, alimenta il fenomeno. Questo è vero sia per le Scienze della Terra che per tutti gli altri settori (il mio settore, Scienze degli Alimenti, è letteralmente bombardato da bufale sulla qualsiasi). Combattere la diffusione delle bufale con la condivisione di articoli anti-bufala come questo tuo commento potrebbe funzionare, ma fino ad un certo punto. Bisogna invertarsi qualcosa per invertire la tendenza. La qualità dell’informazione che circola nel web è precipitata paurosamente negli ultimi 10 anni…

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    1. E’ così. Purtroppo molte persone che condividono queste bufale non hanno i mezzi per combatterle. Ciò che veramente può aiutare è imparare ad acquisire giudizio critico, utilissimo non solo contro le bufale ma in ogni aspetto della vita. E l’unica cosa che possiamo fare con questi articoli è cercare di arginare il fenomeno, aprendo perlomeno una schiera di “altri”, scienziati, ricercatori, blogger informati con cui dialogare, che possano controbilanciare gli effetti degli articoli anti-scientifici.

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  2. Ringrazio l’aria che respiro perché esistono persone come te che s’indegnano e spiegano … io ho reagito malissimo e ho solo pensato che certi individui non si meriterebbero “un’eruzione imminente”, bensì un meteorite, piccolo solo anche pochi cm, tutto su per il culo, bruciando con tutte le loro finte redazioni “giornalistiche”.

    Il popolo in realtà c’entra poco … ahimè lo studio e le possibilità di crescere non sono “materia” di tutti i giorni e di tutte le menti.

    Ad ogni modo grazie per le spiegazioni.

    Johnny

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